ANOMALISA
- foglia grafica ventodistrada

- 3 mar 2016
- Tempo di lettura: 2 min

Mite e sensibile, come una carezza, questo film pare il sogno dolce di un bignè alla panna. Su di lui incombe l'ombra della paura di essere inutili come la rabbia arcigna e dispettosa dell'impotenza, disforica, insensata, triste.
E' la storia di un uomo che cerca la luce dentro di sè e la trova nella timidezza di una donna. Non è il potere che lo istituisce, ma l'equilibrio armonico dell'amore introverso che trapela dalle pieghe dell'umanità anonima e reificata, come un'anomalia che pare dimentica dei codici e dei linguaggi del quotidiano. La tesnsione apre al sapere ma proprio quando pare permetterne la realizzaione si chiude sul volere e ne esclude la verità, ne distrugge la struttura per lasciare spazio al dovere, asciutto, neutro e grigio del sistema economico e sociale di burattini in grado di "eiaculare" ma non di riconoscersi e capire.
Un film in stop motion in cui le emozioni sono le protagoniste e la raffinatezza degli elementi visibili conferisce al codice il valore di un'opera d'arte che sfiora il paradosso di un monologo che solo nel momento in cui diventa dialogo trova la pace del silenzio in cui riposa il proprio spirito. La soglia dell'essere che esprime se stesso al di là dello schermo, nel cuore di chi lo osserva, e suona le corde dello stupore e della meraviglia, caratterizzando un'ode al desiderio che scava nella coscienza e chiama ad emergere la consapevolezza. Provocatorio e tenero, ma al tempo stesso sfuggente e misterioso, tanto da tornare nel finale a perdersi nell'infinito della speranza. Semplice come un gioco e contemporaneamente libero di mostrarsi a nudo senza vergogna. Sincero come un segreto. Volitivo come come una giostra. Affascinante come una stella cadente. Ma in fin dei conti prepotente come l'urlo disperato del richiamo di aiuto del cittadino medio dei paesi ricchi del mondo, che reclama il proprio diritto di essere felice e di poter riconoscere le propria innocenza inconsapevole del riscaldamento globale e della sofferta povertà del resto del mondo, nella necessità di riuscire ad accettare se stesso nonostante l'anomia del sistema mafioso della propria organizzazione sociale, essenziale nel proprio desiderio di essere vivo nonstante la serializzazione dei miti del suo tempo. Per questo sfida la banalità del cosiddetto "uomo senza qualità" nel tentativo di sciogliere l'ipocrisia nel senso, assimilare il dispetto all'eleganza ed esprimere, nonostante la goffaggine, la dignità. Nonostante il dolore. Con coraggio.
Fino a quando si perde di nuovo nella confusione del caso e sembra scomparire in un raggio di sole.




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